Loretta Zoppi

Loretta Zoppi

Poesie

 

Lo straniero

Egli non scelse il giorno, non pretese un nome, ne' un 
cammino chiese.
Non amava fioriture postume, ne' percorsi netti da rovine,
perche' morirne al termine, diceva, coi frutti ancora acerbi 
in mano, valeva un riso smorto, un pianto senza lacrime.
Per questo coltivo la memoria della lirica che più lo 
rassomiglia!
Ritorna poeta e fermati, stringi l'ora che fa del cuore un 
nodo, apri la vena e della volta rossa scrivi, perche' proprio 
quando manca l'aria qui' si ricomincia a vivere.

 

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La tua voce è musica d'organo

La Tua voce è musica d'organo
i Tuoi silenzi dolcissima arpa
le Tue parole
note d'oro sulla scala della vita
i Tuoi tempi
infinita beatitudine.

Signore
quando mi parli mi fai sentire
come se fossi un palpito 
del Tuo cuore!

 

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