Giulia

Giulia

Poesie

 

Pietra

Ti guardavo andar via,
brandello del mio corpo.
Navigavi dolcemente nelle acque
d'un mare in tempesta. 
Belli, eravamo bellissimi
quando al sole guardavano
quei giganti innamorati,
e lo eravamo anche noi,
particella della mia anima.
Siamo Pietra Calda
in un universo 
che non ci guarda abbastanza. 
Mentre ascoltavo la mia quiete anima,
sentivo il vuoto della tua.
E invece ora so che sei qua, 
mia tenera Pietra. 
Non ho bisogno di cercare
il cuor tuo,
la nostra anima è tanto grande 
da poter viaggiare lontano, 
verso le immense profondità;
non abbiamo bisogno della vita,
abbiamo il dono dell'immortalità 
e sappiamo esserlo,
sappiamo esser immortali.
I sensi servono solo 
per distruggere i sentimenti,
la mia anima è la tua,
non ho occhi per sentire la lontananza;
non ho orecchie per
sentire quest'assordante silenzio,
perché non sento.
L'universo è immortale, 
e quei giganti là fuori anche.
Imparerebbero a vivere
semplicemente guardandosi attorno.
Invece chiudono gli occhi 
offendendo loro stessi,
offendendo noi,
per poi diventare nient'altro
che Pietra Ghiacciata.

 

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Nacqui

Nacqui,
ad un limite dal me. E quand'egli m'ascoltava,
stavo in silenzio e captavo ogni suo segreto.
Quale mistero poneva la sua sacra potenza?
E se fosse diventato grande,
quale grandezza sarebbe stata l'arma della vittoria?
Mi permetteva d'osservare,
vidi solo ciò di cui raccontava.
Era bello,
ed ogni suo movimento rosaceo parlava della mia storia.
Era bello,
ma non nominerò mai l'odio dell'umano.
Perché sarei dovuta essere una foglia,
ed osservando il crepuscolo,
sarei cresciuta ed invecchiata
d'un verde sempre più opaco. E se fosse tutto bianco e nero?
I suoi occhi brillavano,
e nel bianco della sua cornea,
nel nero della sua iride,
vidi il passato scorrere con fretta.
Egli m'aveva mai raccontato tutto ciò?
Io, l'avevo mai visto?
Iddio, mostrami la strada!
Se questo è il mio colore,
io non sono mai stata qui.

 

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